menti così

Mentre Angela contina a giocare con gli avatar (non vi metto il link, li cambia in continuazione ), oggi ho imparato che non ho capito cos’è una mente precaria.

Definita dallo stesso (stessa?) che sottilinea la mia ignoranza (della quale sono perfettamente consapevole; ci sono cose che non solo non capisco, ma mi rifiuto di capire), una M.P. sarebbe quella che soddisfa i seguenti requisiti:
– statica
– ferma nelle proprie posizioni
– predisposta a richiedere prima diritti di lavoro che a dimostrare le proprie competenze
– poco predisposta a considerare il proprio stipendio in funzione degli obiettivi da raggiungere
– solitamente convinta di saper fare solo perchè conosce la teoria.

Proverei ad analizzarli uno per uno.

Statica, agg.: ferma, inalterata, salda – ma anche s.f.: equilibrio, stabilità.
Cosa c’è di meno statico di un lavoro precario?
(la battuta "in Italia non c’è niente di più definitivo del provvisorio" non vale più).

Ferma nelle proprie posizioni: sinonimo di statica?

Predisposta a richiedere prima diritti di lavoro che a dimostrare le proprie competenze:
e io che credevo che i diritti dei lavoratori fossero sanciti dallo statuto e che non andassero richiesti (come tutti i diritti, aggiungerei), ma applicati…

Poco predisposta a considerare il proprio stipendio in funzione degli obiettivi da raggiungere:
Cioé, se il datore di lavoro ha un obiettivo di merda lo stipendio lo segue a ruota?

Solitamente convinta di saper fare solo perchè conosce la teoria:
Ce n’è, ce n’è. Non mi pare il caso di Spik, ma ce n’è.
Sarà un caso, ma molti di più tra i lavoratori con contratti a tempo indeterminato e in posizioni organizzativo / dirigenziali.

Ora voglio giocare e vedere se io sono una M.P.:
1) di statico in me c’è solo il peso, con tendenza all’aumento. Niente, mi manca.
2) mi piace stare ferma sul divano nella stessa posizione. Conta?
3) io lavoro per te, tu mi paghi. Tu mi paghi, io lavoro per te. Cosa cambia?
4) lo stipendio è lo stipendio. Il cottimo è cottimo. I premi di produzione sono i premi di produzione.
5) la teoria e la pratica devono andare a braccetto.

Che dite, sono una M.P.?
("No, tu sei una rompi(oglioni" il commento dell’UABM che passava di qua )

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9 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. silviettina1974
    Mag 07, 2008 @ 17:11:56

    mi trovo soprattutto col poltrire sul divano…
    ma non sempre i diritti son diritti purtroppo… come dico sempre a Spik potrei raccontare episodi su episodi, se il fegato mi reggesse… ma spesso non lo fa, così mi limito a protestare…
    sono precaria, e lavoro come un asino, anche con competenza (almeno credo, e lasciatemelo credere!), senza uno spiraglio per il futuro… se non a prezzi che non sono disposta a pagare, ma questa è un’altra storia… comunque l’amico anonimo sul blog di Spik si commenta da solo, ma è sempre bello leggere le risposte…
    dimenticavo, il tuo blog è meraviglioso, passo sempre a sbirciare…

    Rispondi

  2. musicamauro
    Mag 07, 2008 @ 17:18:45

    questa “mente eccelsa” che gira da qualche giorno sui vostri blog (ho visto anche Spikette), dev’essere degno compare (di corso) di quel manager Telecom(?) , scovato su Yuo Tube che citava la grande strategia di Napoleone a Waterloo

    Rispondi

  3. Thumper
    Mag 07, 2008 @ 17:26:41

    Sì, Mauro, devono aver fatto corso Vittorio Emanuele assieme, qualche sabato pomeriggio 😉

    Prof., tu che sei prof., la ligua italiana è flessibile o precaria?
    A me sembra più che altro in pericolo di estinzione, tu che ne pensi?

    @Silvia: I diritti non son sempre diritti, è vero, ma dovrebbero esserlo.
    A parte il delatore di Spik, su questo mi pare siamo tutti d’accordo.

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  4. spikette
    Mag 08, 2008 @ 16:53:27

    Thumper, Angela mi informa che anche tu sei stata inclusa nel club. 😉

    Rispondi

  5. Thumper
    Mag 08, 2008 @ 18:16:14

    Che figo!
    Non vedevo l’ora :DDD

    Rispondi

  6. Thumper
    Mag 08, 2008 @ 18:31:21

    Suppongo che adesso, per rimediare, dovrei:

    uscire da un call center, o da posti di lavoro analoghi, mentalmente flessibile.
    Non so se per andare a fare il callcenterista devo prima licenziarmi dal mio lavoro a tempo indeterminato o meno, ma domani chiedo all’ufficio personale.

    Smettere di pensare, credo, che il mio lavoro sia a tempo indeterminato, anche se sono di ruolo.

    Iniziare a vedere le cose con una luce diversa.
    Passo all’iper a comprare una manata di alogene?

    Cercare di capire che il mondo non è quello che credo io, ma quello che credono loro (quelli che fanno le classazioni) (non ci vedete nulla di “fermo nelle sue posizioni” in questo?).

    E, per finire, rimboccarmi le maniche.
    Questa è la cosa più facile, fa un caldo… 😉

    Un saluto festoso a tutti [cit]

    Rispondi

  7. Thumper
    Mag 08, 2008 @ 18:45:34

    Ci terrei però a farvi sapere anche che punto a diventare "mente del mese"…

    Rispondi

  8. angielatempesta
    Mag 08, 2008 @ 19:34:55

    io sto in purgatorio, ma non dispero di riconquistare l’inferno 😛

    Rispondi

  9. spikette
    Mag 08, 2008 @ 21:44:44

    Io a breve passerò dalle maniche corte alla canottiera, temo.

    Rispondi

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