Siamo razzisti o abbiamo paura?
O siamo razzisti perché abbiamo paura?
Simona la butta là (citando Fini).
Poi Marco (nei commenti) dà sfogo a quella che secondo me (come ho già detto lì) è una realtà.
Comunque si voglia guardarla, se due non uguali stanno (devono stare) insieme o trovano un compromesso affinché le loro diversità non cozzino, o cozzino il meno possibile, o uno dei due soccombe.
Che gli italiani preferirebbero non soccombre a casa loro, è evidente.
Che i buonisti tralascino spesso questo aspetto nelle loro dichiarazioni di amore universale (nel quale, sia detto per inciso, io non credo), è altrettanto evidente.
Che i suddetti militino perlopiù nella sinistra (della quale, anche se non ho ancora ben capito esattamente "dove" e "come", continuo a pensare di far parte), è palese.

Forse bisognerebbe cominciare a guardare il mondo, che sta evidentemente cambiando, con occhi diversi.

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19 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. Aradia3000
    Ott 05, 2008 @ 14:49:08

    Hai ragione: con occhi diversi. Non quelli del buonismo pseudo-cattolico, ma con quelli di una società cosmopolita.

    ot
    oggi ti ho dato lavoro, eh! 😉

    Rispondi

  2. angielatempesta
    Ott 05, 2008 @ 17:37:11

    Ho commentato da Simona, “contenendomi”…

    Rispondi

  3. Aradia3000
    Ott 05, 2008 @ 19:14:07

    E’ vero, si è contenuta! 😀

    Rispondi

  4. musicamauro
    Ott 05, 2008 @ 23:20:21

    questo Paese non ha più nessun collante, nessuna identità forte, ha sempre avuto scarsa memoria e un discreto senso dell’opportunismo.
    Date queste premesse, è ovvio che il razzismo latente emerga appena viene sollecitato.
    Quanto al buonismo, è ovvio che si trovi a sinistra (quella sinistra di oggi, molto cattolico-sociale), ma anche lì, è un retaggio del passato e verrà abbandonato ben presto.

    Rispondi

  5. Zarco
    Ott 06, 2008 @ 00:53:31

    Io dico: non siamo razzisti, ma abbiamo giustamente paura.
    Anche io mi sento pienamente di sinistra, ma non sopporto questa che io considero una vera e propria invasione compiuta con il consenso degli invasi.
    E’ uno scempio portatoci dal sistema capitalistico.
    Un danno irreparabile di cui vedremo presto i nefasti effetti.
    L’unico cambiamento che salverebbe il mondo, sarebbe di fermare il modello di sviluppo capitalistico e adottare un modello collettivista-solidarista fondato sui valori umani e non sull’unico valore del denaro (per pochi).
    Ma succederà per forza, purtroppo soltanto dopo che questo sistema fallimentare ci avrà portato alla rovina.

    Rispondi

  6. donburo
    Ott 06, 2008 @ 12:53:39

    Bisogna far capire alla gente che la parola integrazione è una parola pericolosa… convivenza pacifica si, integrazione mai… lo insegnano le rivolte in Usa e in Francia… medidate gente, meditate…

    Rispondi

  7. marassi
    Ott 06, 2008 @ 17:52:16

    Io gli ho scritto così:

    Mi sono un po’ scocciato di ripetere sempre le stesse cose.
    Quindi eviterò di ricordare che i primi a emigrare in massa siamo stati noi italiani, eviterò di ricordare che il nostro Paese è così ricco di cultura e tradizioni perché per secoli è stato un crocevia di popoli (confrontate l’italia con la Svizzera, che non è mai stata occupata da nessuno).
    Eviterò di ricordare che le guerre e la povertà da cui fuggono i nuovi stranieri sono guerre e povertà create da noi occidentali.

    Ma appunto mi sono scocciato di ripetere sempre le stesse cose.

    Allora a quelli che si lamentano dell’invasione straniera dico: “rimandiamoli tutti a casa loro!”.

    Non sto scherzando, dico sul serio. Ma quando dico tutti, dico proprio tutti.
    Anche la badante che sta vicino alla nonna o i tanti schiavi che per quattro soldi e senza condizioni di sicurezza garantite lavorano in fabbrica, producendo quella ricchezza che molti vorrebbero tenere solo per sé.

    Rimandiamoli a casa e poi vediamo che fine fa il nostro stile di vita occidentale.

    E che a nessuno venga in mente di dire che ci dobbiamo tenere solo quelli che ci servono. Perché stiamo parlando di persone e non di forza-lavoro, non di schiavi.
    Altrimenti, se qualcuno mi dice che sono forza-lavoro, allora sì che gli do del “razzista”.

    E poi vediamo se questo non è razzismo!

    Rispondi

  8. marassi
    Ott 06, 2008 @ 20:44:53

    E ho anche ricommentato per rispondere.
    Poi mi sono pentito di aver commentato e ricommentato dopo aver letto questo:

    http://zarcoweb.blogspot.com/2008/08/razzismo.html#links

    Bisognerebbe chiedere a Marco se, quando i nazisti dicevano che gli ebrei avevano concentrato tutto il potere economico nelle loro mani, esprimevano un giudizio razzista o semplicemente una libera opinione riferita a un gruppo di persone.

    Ma penso che sarebbe inutile, almeno quanto l’aver commentato e ricommentato, come ho fatto io.

    Rispondi

  9. Aradia3000
    Ott 07, 2008 @ 11:13:58

    Marassi, persone come Marco fanno cadere le braccia, ma non è mai inutile controbbattere perché ti hanno letto tantissime persone. Può darsi che tu abbia fatto riflettere qualcuno.
    Sarebbe pericoloso lasciare che certe opinioni si esprimano nel silenzio generale.

    Rispondi

  10. Thumper
    Ott 07, 2008 @ 19:35:53

    Ho letto con attenzione gli interventi di tutti.
    In ogni commento c’è qualcosa di vero.
    Quello di Gianni è particolarmente interessante.
    Si dovrebbe convivere pacificamente.
    Anche questo, però, presuppone che non ci sia paura.
    Che serpeggia.

    Fear is the mother of violence…

    Rispondi

  11. angielatempesta
    Ott 07, 2008 @ 19:51:21

    “ho letto…”
    manco fossi al tavolo della concertazione :)p

    Rispondi

  12. UnaStranaStrega
    Ott 07, 2008 @ 19:55:18

    vorrei precisare una cosa: se si fanno dei distinguo in base a provenienza, etnia, religione, colore della pelle, questo è razzismo.
    dunque chi non aderisce a questo pensiero non deve essere considerato buonista ma semplicemente antirazzista: io ho un altissimo senso della giustizia e non lo applico a seconda del vestito. tutto qui.

    Rispondi

  13. Thumper
    Ott 07, 2008 @ 20:07:15

    Cosa ci trovi di strano, Ange?
    Voi avete scritto ed io ho letto.
    Sarà il mal di testa, ma non ti seguo. ;-|

    Strega, io ho parlato, e non a caso, di “non uguali”.
    Non ho detto extracomunitari, stranieri, musulmani ebrei, neri o gialli (solo per fare degli esempi).

    Anche io e l’UABM siamo “non uguali”; per genere.
    E anche a casa mia, come credo a casa di tutti, si trovano dei compromessi affinché le proprie diversità diventino complementarietà e non motivo di scontro.
    Questo quando si vuole vivere insieme.
    Quando poi non si vuole, o non si vuole più, vivere insieme, le reciproche diversità, anche in casa, diventano armi di distruzione.

    Quello che volevo dire, e forse non mi sono spiegata bene, è che anche coloro che non sarebbero razzisti per costruzione mentale possono trovarsi spiazzati da un mondo che cambia ed al cui cambiamento fanno fatica a star dietro.
    Forse perché troppo repentino, forse per la paura del nuovo ed ignoto.

    Mi guardo bene dal giustificare il razzismo a prescindere.
    Questo vorrei fosse chiaro.

    Rispondi

  14. Thumper
    Ott 07, 2008 @ 20:07:49

    (E, Ange, P.S., il mio mal di testa deriva proprio da un tavolo non di concertazione, ma di contrattazione)

    Rispondi

  15. angielatempesta
    Ott 07, 2008 @ 21:00:23

    doveva essere una battuta :((

    Rispondi

  16. anonimo
    Ott 07, 2008 @ 21:08:19

    Non avevo dubbi.
    Solo che non sono in grado di capirla 🙂

    Rispondi

  17. UnaStranaStrega
    Ott 08, 2008 @ 18:04:20

    thu’, io faccio sinceramente fatica a capire dove sta lo scontro (a parte quello univoco di chi strilla allarmi, lo straniero). davvero, non lo capisco. eppure vivo in una città multietnica, eppure sono una donna sola e dunque individuo debole, eppure, nonostante questo, io non capisco.

    Rispondi

  18. UnaStranaStrega
    Ott 08, 2008 @ 18:04:39

    per altro il tuo mal di testa è infettivo

    Rispondi

  19. Thumper
    Ott 08, 2008 @ 20:55:49

    Strega, io non ho parlato di scontro, ma di timor panico.
    Che poi magari lo scontro lo provoca.
    Cercavo di trovare (almeno) un motivo per cui gente stimata e stimabile si chiude a ricco su determinati argomenti.
    Può darsi che mi sbagli, anzi, mi sbaglio sicuramente.
    Ma in ciascuno dei commenti c’è un po’ di verità.
    (Tranne in quelli ca%%uti tra me e Ange 😉 )

    E mi dispiace di averti fatto venire il mal di testa. 🙂

    Rispondi

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