quotocrazia

Io volevo parlare di questa cosa delle “quote di alunni immigrati” nelle classi…
Non sono un’insegnante, ma ne conosco parecchi molto bravi.
Come si definisce un bravo insegnante?
Beh, io direi che un bravo insegnante è quello che… cavoli, è difficile da definire…
È quello che produce alunni più preparati?
E se ha una classe di persone non portate per la sua materia, non è bravo?
È quello che riesce ad interessare di più i ragazzi?
E se ha una classe di apatici (la qual cosa ai giorni nostri mi pare sempre più probabile), non è bravo?
È quello che riesce a finire i programmi?
E se ha in classe degli alunni che hanno bisogno di essere seguiti di più a discapito della quantità di programma, non è bravo?

Allora, decidiamoci.
O si parla delle quote, o si parla della (c.d.) meritocrazia.

Ma anche nel c.d. concetto di meritocrazia sono previste le quote

 

(n.d.a.: questo post è aperto al turpiloquio, se pertinente)
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14 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. NotAnAddict
    Gen 11, 2010 @ 15:00:16

    Probabilmente il buon insegnante è colui che ama la sua materia e sa nel contempo trovare un metodo con cui insegnarla in modo non troppo verboso ai suoi studenti. Peccato soltanto che siano una razza molto rara, dalle mie parti.
    Quote, meritocrazie… Sento la Gelmini parlare e mi chiedo se anche lei abbia mai avuto problemi a estrapolare un significato compiuto dalle sue affermazioni come succede a me. Poi concludo che probabilmente non le interessa.
    Blog accogliente, se posso dirlo.  : )

    Rispondi

  2. YingEYang
    Gen 11, 2010 @ 16:37:42

    Il fatto è che parlare di meritocrazia a scuola è praticamente impossibile.
    L’unica proposta più o meno seria la fece Berlinguer (almeno scopriamo se gli insegnanti sanno la loro materia e in che mondo vivono) ma la massa dei miei colleghi (che ancora non erano miei colleghi) la rifiutarono, perchè non sia mai che qualcuno valuti un insegnante, no no!

    Io credo che invece ci vorrebbe un po’ di selezione prima (e mediamente c’è), e durante la carriera (continuiamo a studiare che magari qualcosa continuiamo a imparare).
    E poi uno psicologo che una volta ogni tre anni venga a controllare se i ragazzi o il marito, o l’amante o i genitori anziani o i figli rompicoglioni ci hanno fatto uscire di testa, perchè succede anche questo; ma mentre se sei davanti al computer grossi danni non ne puoi fare se sei davanti a una classe ne fai, eccome.

    Ma temo che alla fine la meritocrazia si risolverà in "fate più ore allo stesso stipendio e date più 6".
    E vissero tutti felici e contenti (gli altri).

    scusa, intervento davvero troppo lungo..

    Rispondi

  3. Thumper
    Gen 11, 2010 @ 17:34:07

    Benvenuta, NotAnAddict!
    Io credo, invece, che anche un "noioso" possa essere un buon insegnante.
    Anche i ragazzi sanno fare i distinguo.
    Ma i parametri… che parametri vogliamo (vogliono!) usare?

    YEY, sono d’accordo ed estenderei il concetto ai servizi in generale.
    Non conosco la proposta di Berlinguer, ma prometto di documentarmi.

    (troppo lungo? ma va là… )

    Rispondi

  4. aiels
    Gen 11, 2010 @ 18:11:22

    scusa l’appunto da maestrina acida, ma c’è un errore nel sottotiltolo del tuo blog… if you can’t say something nice don’t say anything at all… la doppia negazione è un errore in inglese… se invece era una cosa intenzionale torno a farmi i fatti miei nel mio bues!!! cheers!

    Rispondi

  5. Thumper
    Gen 11, 2010 @ 18:25:17

    E’ un appunto che mi è già stato fatto, Aiels.
    Ma è esattamente quello che dice Thumper

    Benvenuta anche a te

    Rispondi

  6. Thumper
    Gen 11, 2010 @ 18:28:24

    P.S.: a voler essere proprio precisi, sarebbe un errore anche in italiano

    Rispondi

  7. LaVostraProf
    Gen 11, 2010 @ 19:30:30

    E tu pensa che le quote del 25-50-25% c’è una scuola di Legnano che ha già cominciato ad applicarle…
    Comunque, un buon insegnante può essere controllato su queste cose:
    – arriva in orario
    – fa un tot di compiti in classe al quadrimestre
    – corregge e riconsegna i compiti entro un tot di giorni
    – fa corsi di aggiornamento inerenti alla sua disciplina
    – rimane in classe sempre
    – non fa assenze non giustificate (o ripetute senza motivo, e questo lo sa il dirigente)

    Può essere controllato (ma non è colpa sua se non fa queste cose) su:
    – uso delle nuove tecnologie (ma il mio laboratorio è bloccato da mesi, sono una cattiva insegnante?)
    – programmazione differenziata (ma ho trenta alunni, sei stranieri, due handicap, due ore la settimana in una classe dove insegno geografia, se non preparo e non svolgo quattro livelli diversi di lezione sono una cattiva insegnante?)
    – interroga, controlla e recupera gli apprendimenti (ma con trenta alunni e due ore la settimana, se non riesco a spiegare, interrogare, rispiegare, recuperare, sono una cattiva insegnante?)

    Fino ad ora si è proposto di controllare e valutare in maniera piuttosto empirica. Berlinguer, semplificando, voleva verifica pubblica della  professionalità insegnante tramite test, nella prospettiva di premiare solo un quinto di noi(cioè, aveva già deciso che i "bravi" fossero solo un quinto?)  e di lasciare agli altri quattro quinti solo i modestissimi incrementi salariali ottenuti con il contratto.
    (p.s. intermedio: ho fatto tre concorsi prima di passare di ruolo, erano tutte delle balle, se adesso vogliono farmene fare un altro per vedere se so insegnare?)
    Come controproposta, ci fu quella di usare i soldi del test (concorsone) da dare agli insegnanti bravi giudicati all’interno della scuola (da genitori e alunni, e voglio vedere il pargolo cui ho dato 4 stamattina dire che sono un’eccellente insegnante).
    La Gelmini vuole dare un premio ad alcuni insegnanti: dipenderà, ha detto, dall’impegno che metteranno nel loro lavoro. Misurato come, non si sa. Però i potenziali premiati (anche qui già decisi?) sarebbero il 40%.

    Non so… Questo è un modo serio di valutare le persone? Hanno i dirigenti, li pagano, usino i dirigenti per valutare, tanto per cominciare.

    Luuungo anche questo, scusa.

    Rispondi

  8. LGO
    Gen 11, 2010 @ 22:10:03

    Bè, fissare delle quote a priori è quello che fa crollare tutta l’impalcatura, no?

    Rispondi

  9. musicamauro
    Gen 12, 2010 @ 09:52:29

    la chiacchiere stanno a zero.
    Oggi ricominci
    Buona giornata ūüėČ

    Rispondi

  10. spikette
    Gen 12, 2010 @ 12:13:58

    E’ un argomento molto complesso in cui entro in punta di piedi, da figlia di un’insegnante quale sono… Gli insegnanti migliori che ricordo di avere avuto sono quelli che mi hanno acceso una luce dentro. Come lo abbiano fatto, però, non saprei davvero dire.

    Rispondi

  11. donburo
    Gen 12, 2010 @ 13:08:49

    Mia zia è insegnante ed ha una classe metà italiana e metà di immigrati… non vede l’ora di andare in pensione…

    Rispondi

  12. Thumper
    Gen 12, 2010 @ 14:44:21

    LVP, il tuo commento è lungo quanto basta.
    Sarei d’accordo su quanto dici sui dirigenti se non fossi contraria (come ho già detto, mi pare proprio a casa tua) al premio di produttività (o come diversamente e variamente chiamato, ma ci siamo capite).

    LGO: Esatto! Il limite è il limite.
    Che matematicamente non so cosa voglia dire, ma tanto di qua, prima o poi, passa Lucia…

    @Mauro: Buona giornata anche a te.

    Spik (bentoranta! ), sono parzialmente d’accordo.
    "La luce dentro" è una marcia in più, che però non può essere valutata…

    Gianni: io non ho classi.
    Ma non vedo l’ora comunque di andare in pensione…

    Rispondi

  13. lanoisette
    Gen 23, 2010 @ 23:43:36

    a me fa paura che nella scuola la valutazione sia lasciata i nmano ai dirigenti… avendone conosciuti un po’ nelle mie peregrinazioni precarie beh, ecco, ho i brividi!

    Rispondi

  14. Thumper
    Gen 24, 2010 @ 00:35:56

    … e non solo nella scuola…

    Rispondi

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