intercettazioni telefoniche

Mia madre è una rompicoglioni,
però su di lei si può sempre contare.

(E pensare che non ho dovuto fare niente, ci ha pensato suo padre… )

sbagliando s'impara

Falloppio (per gli amici Fal) ha scritto un post che ha finalità politiche.
Ma, nel raccontare come venivano (vengono?) gestite le finanze in casa sua, con particolare riferimento a sé fanciullo, mi ha fatto venire in mente un episodio di vita vissuta, per il quale sono stata ampiamente criticata e tacciata di essere una pessima madre, ma tant’é.

Quanto la mia giovane figlia era ancor più giovane, arrivò una bolletta del telefono di importo circa triplo rispetto la media.
Chiesi i tabulati e scoprii che l’esubero era dovuto a telefonate fatte a cellulari in orari in cui né io, né l’UABM eravamo a casa. Ma LittleThumper sì.
Così sommai gli importi delle singole telefonate, aggiunsi l’IVA, e glielo scalai, mese dopo mese, dalla "paghetta".
La cifra era ragguardevole e ci mise un po’ a pagare il suo debito.
Ma molto meno a capire l’antifona.
Da allora non ha più chiamato un cellulare dal fisso e le bollette del telefono si aggirano sempre sullo stesso importo.

di mamma ce n'è una sola (e per fortuna!)

Non sto bene.
Mamma di Thumper: "Hai preso qualcosa?"
Thumper: "Sì, mamma, mi sono imbottita di acido acetilsalicilico."
MdT.: "Se sapevo, ti mandavo la nimesulide."
T.: "Ne ho in casa, mamma, grazie."
MdT.: "E allora prendila. Ti passa. A me è passato."
T.: "Mamma… per quanti giorni hai preso la nimesulide?"
MdT.: "Cinque."
T.: "Mamma, in cinque giorni un raffreddore ordinario passa spontaneamente…"
MdT.: "Tu prendila! La prendi?"
(Se non accondiscendo, non mi molla più): "Sì, mamma… "

Il giorno dopo:
MdT.: "Hai preso la nimesulide?"
T.: "Mamma!  Quarantaquattro, vado per quarantacinque… "