Promoter della Wodafone, che mi assali alla barriera casse: "lei che gestore telefonico ah?" (Buongiorno, mi scusi… prego, si figuri!) e fai una smorfia schifata se, nonostante i surgelati nel carrello, ti rispondo e ti rispondo: "Tim…", quando mi chiedi, con estrema arroganza, amplificando l'espressione schifata, quanto spendo di traffico telefonico, non ti stupire se la risposta, altrettanto arrogante, è: "sono stracazzi miei".

E vado a mettere in salvo i surgelati.
 

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grazie, arrivederci…

Avrei voluto dire qualcosa sull'ultima performance del ministro dell'Innovazione, ma ha già detto tutto Metil


Ci sono momenti in cui odio mia sorella.
Questo è uno di quei momenti.

FIAT (voluntas tua)

Sotto il tallone di Sergio Marchionne si strappa la tela delle relazioni industriali improntate alle regole e al rispetto dei contratti. In nome di una malintesa modernità, da mesi in Italia si fanno a pezzi i diritti consolidati del lavoro, una lunga storia di rapporti duri e però costruttivi tra imprese e sindacati e, in conclusione, si altera la dialettica democratica.

La disdetta del contratto dei metalmeccanici del 2008 che scade all’inizio del 2012, l’ultimo firmato anche dalla Fiom, da parte di Federmeccanica è un ulteriore passo di un processo chiaro e coerente ispirato dal governo e finalizzato a destrutturare il sistema dei diritti e delle regole che hanno finora governato il mondo del lavoro. Federmeccanica si è adeguata al diktat della Fiat e fa davvero sorridere il maldestro tentativo del leader degli industriali meccanici Pierluigi Ceccardi di difendere un simulacro di autonomia sostenendo di non aver ricevuto pressioni dal Lingotto.

Dalla prossima settimana Federmeccanica assieme a due sindacati minoritari (il numero di iscritti di Fim-Cisl e Uilm complessivamente è inferiore a quello della Fiom) discuterà le deroghe da apportare al contratto nazionale dei metalmeccanici, in particolare il confronto inizierà dal settore dell’auto come richiesto da Marchionne. Ma non ci sarà nulla da discutere, il contratto dell’auto c’è già: è il «modello Pomigliano» che sarà imposto a tutte le fabbriche della Fiat e poi esteso all’indotto. Le deroghe sono già scritte, non c’è nulla da inventarsi, tantomeno da discutere. I sindacati, quelli che ci stanno, saranno chiamati a sottoscrivere il documento imposto da Marchionne per Pomigliano dove sarà la Fiat a decidere se e quando pagare la malattia o quando sarà possibile scioperare. Il nuovo clima, quello ispirato dalla filosofia di Marchionne, si respirà già a Melfi e a Mirafiori con i licenziamenti punitivi e il rifiuto del Lingotto di rispettare le sentenze della magistratura e persino di accogliere gli appelli del Quirinale e del cardinale Bertone.

La Fiat e Federmeccanica ritengono di poter evitare con questa mossa le battaglie legali della Fiom, ma probabilmente la valutazione è sbagliata. Certo le aziende meccaniche, e poi presumibilmente anche quelle di altri settori rappresentate in Confindustria che vorranno chiedere deroghe (perchè la Fiat sì e gli altri no? Mica sono scemi), pensano di poter ridisegnare i rapporti con i sindacati e i lavoratori usando lo strappo prodotto da Marchionne. Ma, se questa sarà la strada, se non ci sarà un tentativo responsabile di rimettere assieme i cocci e di ricomporre attorno al tavolo la plurale rappresentatività dei sindacati, compreso il maggior sindacato italiano, allora Marchionne e i suoi fans raccoglieranno ancora qualche agiografia sulla grande stampa, magari eviteranno qualche causa in tribunale ma saranno i responsabili di una stagione di conflitti e di tensioni sui luoghi di lavoro.

Certo questo paese è strano: per una settimana tutti elogiano e invidiano il modello tedesco dove i lavoratori sono dentro i centri decisionali delle imprese, poi Marchionne e soci denunciano il contratto dei metalmeccanici per fare quello che vogliono e passare sopra tutto e tutti.

(di Rinaldo Gianola – fonte: l'Unità)

È stato un periodo particolare, sul lavoro casini ad ogni pié sospinto, LT con problemi di salute.
La settimana prossima, se non è stronzo quanto sembra, rivedrò, dopo… quattro? cinque… anni il mio ex marito.
La qual cosa di per sé mi lascia indifferente.
Ma quel giorno, per ogni evenienza, farò scorta di bromazepam. Hai visto mai.

Succede che una una mattina va al lavoro con il senso del dovere che la contraddistingue e ne esce schifata.
Ed è pure venerdì.


La mia bilancia ha superato il limite di decenza.

 

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