Guarda il labiale:

AV-VI-SA-MI QUAN-DO FRIG-GI,
che chiudo la finestra della camera, O-R-C-O…!

 

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E' una porcata: vogliamo fare qualcosa?

Ne hanno scritto, molto bene, Juan Carlos De Martin sulla Stampa e Federico Mello sul Fatto. Poi sui giornali di carta non ho visto molto altro: ma potrebbe essermi sfuggito, perché sono stato via una settimana.

Comunque quello che stanno per fare all’Agcom è una porcheria di cui forse dovremmo occuparci tutti. Di destra, di centro, di sinistra, di qualsiasi parte.

Ricapitolando, brevemente: in Italia un organo non giudiziario avrà il diritto di eliminare, senza un processo, i contenuti Internet che ritiene violino il copyright di qualcuno. Il che significa che la libertà della Rete viene affidata a un arbitrio.

Lo spiega bene il giurista Guido Scorza. Leggetelo tutto, il suo pezzo, e vi fate un’idea di quello che sta succedendo. Qui il post di Zambardino sul ‘libro bianco’ e mi scuso per il ritardo nel link. Qui la pagina in merito di Valigia Blu. Qui un buon pezzo di Punto informatico: «Viene da chiedersi come qualunque cittadino della Rete possa assistere senza far niente a questa devastazione dei suoi diritti», scrive tra l’altro Marco Calamari.

In questa intervista, Luca Nicotra spiega come Corrado Calabrò (Agcom, appunto) abbia escluso ogni mediazione: si vede che qualcuno gli soffia sulle spalle parecchio.

Lo so, lo so: gridare alla censura rischia di sembrare sempre un po’ naïf, già in passato ci hanno provato ma alla fine si sono tirati indietro, poi si spera sempre che la norma rimanga sulla crta e che l’Agcom non rompa alle scatole a nessuno.

Resta, tuttavia, una porcata. E resta il fatto che un’autorità amministrativa diventa il giudice unico del web italiano.

Insomma, lo ripeto: qui è il caso davvero di fare qualcosa tutti insieme. Chi sta con il Pd e chi con Grillo, chi con Vendola e chi con Di Pietro, ma anche oltre, molto oltre se possibile. Del resto basta stare con la libertà per impegnarsi in questa cosa.

Intanto segnalo due delle petizioni che ho visto on line, quella di Avaaz e quella di Agorà Digitale e altri.

Ma credo che il ‘clicktivism’ in questo caso davvero non basti. Servono idee, proposte, gente che rompa le scatole. Serve che i partiti e i politici si sveglino (pronto, ci siete? O fa troppo caldo?).

In Turchia il 15 maggio sono scese in piazza migliaia di persone per la libertà del Web. La Turchia occupa l’ultima posizione in Europa occidentale nella classifica sulle libertà d’espressione di Freedom House. Noi, la penultima.

Insomma serve una mobilitazione come contro la legge bavaglio. Anche se siamo quasi a luglio. Non è meglio, questa cosa qui, mi pare. 

 (fonte: Piovonorane)

(non so bene) come la penso

(in merito a uno dei quesiti referendari sull'acqua)

Ho trovato un paio di punti di vista, che vi propongo, come spunto di riflessione.

"C’è un motivo in più per votare “no” al secondo quesito che non viene sufficientemente considerato: là dove esistono già società a capitale misto pubblico-privato, in caso di vittoria del sì con conseguente uscita dei privati, i Comuni saranno obbligati a ricomprarsi le quote a suo tempo cedute loro, indebitandosi o comunque riducendo la possibilità di erogare servizi ai propri cittadini. Siamo sicuri di potercelo permettere?"

(ma leggete tutto il pezzo)

.mau., invece, dice che "proprio perché non ho nulla contro il privato, al secondo referendum sull'acqua) scheda gialla, testo breve) voterò no.
Non prendiamoci per i fondelli: perché un privato dovrebbe investire in un business che non può dare profitto? (sì, lo so che la ratio dei referendari è proprio questa).
E che importa al pubblico se l'acqua si perde per mancata manutenzione degli acquedotti?
"

(lui parla anche degli altri quesiti, qui potete leggere tutto)

Beh, su questa storia del secondo quesito sull'acqua, tenendo conto che, lavorandoci, so bene come funzionano gli enti pubblici locali, ci devo riflettere.
Ma se dovessi essere poco convinta, annullerò la scheda.

e se smettessi di fumare?

Ogni tanto qualche pensiero funesto mi attraversa la mente.

Ma poi mi passa.

 

mi vergogno di non vergognarmi abbastanza

 

Se non ora, quando? – Franca Rame – p.zza Castello – Milano 13/2/2011


EDIT: il video è stato rimosso, comunque il titolo del post era l'incipit dell'intervento di Franca Rame all'interno della manifestazione "Se non ora, quando?" del 13/2/2011

È stato un periodo particolare, sul lavoro casini ad ogni pié sospinto, LT con problemi di salute.
La settimana prossima, se non è stronzo quanto sembra, rivedrò, dopo… quattro? cinque… anni il mio ex marito.
La qual cosa di per sé mi lascia indifferente.
Ma quel giorno, per ogni evenienza, farò scorta di bromazepam. Hai visto mai.

Non sono scomparsa, non sono emigrata, non sono andata a sciare, non sto male per il troppo magiare e bere (anche se…).
E’ che le news mi fanno solo tristezza, neanche rabbia (altrimenti ne scriverei), proprio una totale, desolante, tristezza.
Nel contempo, siccome io e l’UABM siamo riusciti, stranamente, ad avere qualche giorno di ferie contempraneamente, siamo andati un po’ a zonzo.
Il che è dispendiosissimo.
Quando sono anni che dici di dover (e dovresti) cambiare i mobili del soggiorno, che avevi comperato perché fossero temporanei tre appartamenti fa, fin che non vai (insieme, perché da sola non vale) a dare un’occhiata a quello che offre il mercato, non succede nulla.
Ma quando invece, come ieri, ti aggiri con nonchalance tra arredi ed annessi complementi, e ti fermi davanti ad uno specifico arredo e lui si ferma con te ed entrambi esclamate "bello, questo!", è fatta.
Oddio, "è fatta"… adesso bisogna prender due misure e tornarci.
Ma questo posso farlo anche da sola.
 

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