Anche le cattoliche nel loro piccolo s'incazzano

Caro monsignor Fisichella, vengo a Lei con questa mia per sottoporle un caso che vorrei mi aiutasse a contestualizzare. La qui presente ha condotto una vita abbastanza irreprensibile, e dunque a tratti anche piuttosto noiosa, assolvendo fin dalla tenerissima età tutti gli obblighi sacramentali da Voi previsti. Un cursus honorum che dal battesimo al matrimonio l’ha fatta stazionare una trentina di anni tra oratori, sacrestie e movimenti religiosi regolarmente approvati e da Voi riconosciuti. La scrivente ha stazionato, e non se ne è mai pentita sia chiaro, soprattutto in aule sgarrupate di parrocchie di frontiera nelle quali ha insegnato catechismo ma anche italiano e matematica per tenere impegnati – e in chiesa – ragazzini che diversamente sarebbero andati a finire, e qualcuno nonostante l’impegno della scrivente ci è finito lo stesso, nei riformatori.
Senonché due anni fa, dopo sedici anni di onorata carriera matrimoniale, suggellati da sacramento da Voi regolarmente celebrato e registrato nei Sacri Albi, la scrivente si è consensualmente separata dal suo legittimo nonché unico marito.
Marito che ha comunque cercato, nonostante l’epilogo, di amare e onorare come meglio ha potuto e finché le è stato possibile.
E arriviamo a questa benedetta udienza di separazione. Benedetta un tubo, caro monsignor Fisichella, perché appena si sono spalancate le porte del tribunale per me si sono automaticamente chiuse quelle della chiesa.
Lo status di “separata” è inconciliabile con quello di “cattolica praticante”. Perché un sacramento non si scioglie per definizione, non si scioglie mai, mi è stato giustamente spiegato, né è previsto uno sconto sulla definitività di quel “per tutta la vita”. Dunque se tu, cara, compi scelte che ti mettono fuori dalle regole della chiesa non puoi pretendere di continuare a farne parte. Indipendentemente dal contestuale curriculum che hai. Ineccepibile.
Dunque, caro monsignore, le riassumo ciò che lei ben sa: per me, da quel momento, niente più partecipazione ai sacramenti. A messa, si, ci posso andare ma la comunione no, non la posso più fare. Non posso più essere madrina di battesimi e cresime, né testimone ai matrimoni. Io sto fuori dalla porta. Posso sbirciare. E vi ringrazio. Ma non posso partecipare.
Ora però accade che un altro ex facente parte della stessa comunità ecclesiale, ugualmente separato, sia pubblicamente incline al turpiloquio e alla bestemmia, contestualizzata nell’ambito di una contestuale barzelletta sull’Olocausto, vada in giro vantandosi di cambiare una ragazza al giorno e non perda occasione per offendere le donne ed esaltare la pratica della promiscuità. Soprassiedo per carità di patria su tutto il resto. Questo signore, pensi a volte come è contestualizzata la vita, può fare – e la fa – la comunione. Io no.
Però sa una cosa, monsignore? Ora che ci penso, io non vorrei mai far parte di un club che annoverasse tra i suoi soci un signore del genere. Mi stupisce, e molto, che ci si trovi a suo agio Lei.
Ma questo è un problema suo. Che, ne sono certa, saprà adeguatamente contestualizzare.

 

Tiziana Ragni

anniversari

È un anno giusto giusto che il pesce non si acquatta più sul fondo

del perché andiamo come andiamo

Lo incontro dopo molto tempo.

Ciao. Come va? bla bla bla… Hai trovato morosa?
No, dice, ne conosci qualcuna adatta?
Beh, dico io, ho un paio di amiche…
Come sono?
Belle e intelligenti.
Non ne hai di belle e stupide?

Evidentemente non ne conosco di adatte. 

Devi scegliere.
Vuoi essere o apparire?

Nel secondo caso, puoi continuare a far finta di non aver sposato un coglione e fargli pagare i tuoi conti (da un lato vantandosene in società, perché "sua moglie" non ha bisogno di lavorare, dall’altro lamentandosene con gli amici del bar, perché "sua moglie" fa la bella vita mentre lui si spacca la schiena).

Nel primo, invece, dovrai rinunciare alla tua dorata vita fatta di niente, in cambio di sudore e fatica.
Troverai una vita diversa, e ci conoscerai (anche) gente vera.

E chissà che tu non possa, un giorno, scoprire che la cosa migliore che potevi fare (dopo quella che non hai fatto, cioé di prenderti qualcun altro) era lasciarlo.

sottovalutato

Per trent’anni ho pensato che fossi solo un cretino.
E invece sei proprio un coglione.

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E perché mai dovremmo cominciare a farci i fatti nostri proprio adesso?


titolo: Sul divorzio Berlusconi si esprimono i Vescovi
sottotitolo: La chiesa chiede sobrieta’ da parte del premier

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(fonte, la risata è mia)

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